(31 Mar 07)

Al civico 3, della via Garibaldi di Castelluccio di Castel San Giorgio, da qualche giorno c’è un sommesso via-vai di persone. Si è sparsa la voce secondo la quale, sul frontespizio di un comodino stile fine ‘800, di recente restaurato, ripulito e lucidato, sarebbe comparso «un volto». In realtà, i comodini sono due, quelli che ha comprato da poco più di una settimana Nicola Izzo. Entrambi sono stati messi a nuovo da Mario Carosone, di Cava dei Tirreni ma da più anni venditore e pure restauratore di mobili e oggetti antichi.

Mario Carosone ha il suo negozio alla via Garibaldi, 66. É un giovane, serio ed è soprattutto molto intraprendente. A «vedere», per primi, sul frontespizio del comodino di destra, la figura molto marcata del «volto», sono stati i familiari di Nicola Izzo, la sua signora, la sorella, il fratello, i congiunti che abitano nello stesso palazzo di via Garibaldi. E poi altre persone. Sparsasi la voce della visione del volto, sono subito circolate le frasi: «Io l’ho visto» e «l’ho visto anch’io»; che hanno fatto il giro del paese. La notizia si è allargata a macchia d’olio e sul posto si è recato anche qualche uomo di chiesa, per scattare delle foto con apparecchio digitale e naturalmente, è arrivato anche il cronista. É passato appena il tempo per osservare le fotografie, dopo aver visto con i propri occhi «quel volto», che è stato accertato che, sul frontespizio di apertura del comodino, si può osservare, davvero «la figura di volto umano».

I proprietari della casa, tutti appartenenti alla famiglia Izzo, senza gridarlo ai quattro venti, ma con molta compostezza, hanno sussurrato: «Quello è il volto Santo, il volto di Gesù». L’uomo di chiesa non ha negato di aver anche lui «visto» la figura di un volto, tant’è che la foto da lui scattata con la digitale l’ha poi trasferita sul suo computer. Ed è visibile. Richiesto di dare una sua spiegazione, l’uomo di chiesa ha così spiegato il fatto. «Può capitare – ha detto – che dopo aver restaurato mobili antichi, lucidati e poi resi nuovi, sulla parte lucidata compaiano delle figurazioni, di vario genere, soprattutto umane. Ma questo – ha poi aggiunto – non sarebbe altro se non la componente unificata formatasi tra la qualità del legno del mobile e i materiali usati per restaurarlo e pulirlo».

Qualcuno ha obiettato: «E perché tutto questo non si è verificato anche sul frontespizio dell’altro comodino?» Risposta: «Questi fenomeni non si verificano su tutti i mobili restaurati» La gente del popolo e quanti non s’intendono di «risultanze chimiche» tra il legno e i materiali usati per renderli belli e nuovi, pur rimanendo antichi, hanno gridato al miracolo. «Quello che abbiamo visto sulla porticina del comodino, a noi è parso il Volto Santo» Bisogna registrare che, a fronte di questo avvenimento, c’è compostezza estrema e molta prudenza. Anche se la gente continua a «vedere un volto» sullo sportello del comodino in Casa Izzo al civico 3.




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